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Come si diventa Radioamatori

Introduzione
Per poter svolgere l’attività radioamatoriale occorre conseguire la Patente di Operatore (o più semplicemente: “la patente”) ottenuta la quale si può richiedere l’Autorizzazione Generale per l’impianto ed esercizio di Stazione. E’ inoltre buona cosa essere iscritto ad un’associazione di radioamatori riconosciuta dalla IARU. Come si fa ad ottenere tutto questo? Naturalmente non tutto in un colpo, ma con un po’ di pazienza e molta buona volontà. Occorre anzitutto acquisire un minimo di conoscenza della radiotecnica e delle normative che regolano questa attività, mentre recentemente è stato eliminata la necessità della conoscenza del codice di telegrafia Morse. Ci si deve familiarizzare con le abitudini dei radioamatori, e per farlo la cosa migliore è l’ascolto delle gamme radiantistiche. Riferendoci alla normativa in vigore in Italia, se non si può ottenere subito la licenza (per esempio non avendo ancora compiuto i 16 anni), è conveniente iniziare ad ascoltare i messaggi delle stazioni radioamatoriali. La stazione d’ascolto è anche detta stazione SWL, da Short Wave Listener cioè ascoltatore delle onde corte. Se si vuole imparare il codice Morse è bene affidarsi ad un amico competente, o meglio ad una Sezione dell’ARI, molte delle quali organizzano dei corsi per la preparazione dei candidati agli esami. Se però si abita in un luogo isolato in cui non ci sono radioamatori, è possibile procurarsi con poca spesa lezioni Morse registrate su nastro o opportuni programmi software di addestramento per PC. La radiotecnica si può imparare su qualsiasi libro, ma naturalmente i più adatti sono quelli scritti appositamente per i radioamatori; anche in questo caso l’ARI vi può venire in aiuto.

Cosa è l’ARI
L’ARI è l’Associazione Radioamatori Italiani che, con la precedente denominazione di Associazione Radiotecnica Italiana è stata fondata fondata nel 1927 da Ernesto Montù, uno dei primi radioamatori del nostro Paese. Presidente Onorario dell’ARI, dall’anno di fondazione sino al 1939, è stato Guglielmo Marconi, l’inventore stesso della radio. Nel 1950 l’ARI è stata eretta in Ente Morale con Decreto dell’allora Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. L’Associazione è guidata da un Consiglio Direttivo, eletto ogni tre anni tra tutti i Soci che hanno raggiunto la maggiore età ; un componente dello stesso Consiglio è invece nominato dal Ministero delle Comunicazioni. Il Sodalizio cerca di adempiere nel miglior modo possibile agli scopi statutari, nell’interesse dei soci e di tutti i radioamatori italiani.